mercoledì 3 marzo 2010
Finalmente il Circolo di Sinistra, Ecologia e Libertà
ci fa piacere averti con noi per l'inaugurazione del Circolo *SINISTRA ECOLOGIA e LIBERTA' *nel Comune di San Miniato.
*VENERDI' 5 MARZO alle ore 18*
in Via Pannocchia 19 a Ponte a Egola
presso la sede del Gruppo Consiliare LA SINISTRA per SAN MINIATO
Siamo uomini e donne fiduciosi nel grande popolo della sinistra, quello che si indigna, quello che vuole una dura opposizione alle barbarie sociali della destra, quello che vuole una economia solidale, contro una politica di interessi, di connivenza mafiosa, di mazzette e speculazioni con vari premi finali. Siamo persone che chiedono trasparenza alla politica, che credono nella partecipazione dei cittadini alle scelte delle amministrazioni, che vogliono uno stato laico e un futuro per le nuove generazioni.
Vogliamo essere in cammino e a fianco di chi agisce e dice cose di sinistra, senza barriere ideologiche e pregiudizi, con l'intento di rischiare, di unire e di cambiare.
Per questo ti invitiamo a brindare insieme a noi, ad unirti a noi, come segno di speranza nel futuro.
Gli iscritti a Sinistra Ecologia e Libertà Il gruppo Consiliare La Sinistra per San Miniato
Regolamento Edilizio Sostenibile
Visto che da circa due anni un gruppo di tecnici di 15 comuni dell’Empolese Valdelsa e del Valdarno, dell'Arpat e dell'Asl 11 ha partecipato alla costruzione di una proposta di regolamentazione delle modalità di costruire edifici orientata al risparmio energetico e alla riduzione dell'inquinamento.
Il regolamento elaborato dal gruppo si inserisce nel percorso che ha portato alla stesura delle Linee guida regionali per la valutazione della qualità energetica ed ambientale degli edifici in Toscana, di cui questo regolamento è figlio (come afferma l’assessore Anna Rita Bramerini). I comuni empolesi e del valdarno hanno proseguito lungo il percorso che lega sostenibilità ed edilizia e che prevede una corretta gestione del territorio, l’utilizzo consapevole ed il rispetto delle risorse naturali, la salvaguardia dell’ecosistema naturale.
Se poi si considera che in Europa per un’abitazione priva di interventi migliorativi sono necessari almeno 70 kilowattora al metro quadro all’anno (e che la media italiana e quasi il doppio: 130 kwh al metro quadro) e in una energeticamente adeguata il fabbisogno energetico scende a 33 Kwh, ben si comprende come sia importante mettere questo regolamento a disposizione di operatori privati e istituzioni pubbliche, per orientare scelte e politiche in favore dell’eco-compatibilità degli edifici”.
Il Regolamento edilizio bio ed ecosostenibile elaborato dal gruppo prevede, tra l’altro, l’assegnazione di punteggi di ecoefficienza indispensabili per accedere ai finanziamenti previsti. Tra i requisiti figurano la disponibilità di luce naturale, l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, un buon clima acustico, un ridotto livello di campi elettromagnetici, inquinamento atmosferico e rischio idrogeologico.
Tra gli accorgimenti che permettono di ottenere alti punteggi ci sono l’incremento delle superfici a verde oltre i limiti stabiliti dalla normativa, l’abbattimento dei consumi di energia, il riutilizzo delle acque piovane e di quelle reflue, spazi idonei a favorire la raccolta differenziata dei rifiuti, l’utilizzo di materiali ecosostenibili, la realizzazione di tetti con piantumazioni verdi e sistemi di produzione di calore ad alto rendimento.
Considerato che il Comune di San Miniato ha partecipato con i propri tecnici al gruppo di lavoro
SI INTERROGA IL SINDACO E LA GIUNTA per conoscere
· Se è intenzione dell’Amministrazione procedere all’adozione del regolamento edilizio sostenibile elaborato dal gruppo;
· in caso affermativo i tempi con i quali si intende procedere all’adozione del regolamento edilizio sostenibile ;
· in caso negativo le motivazioni per le quali si è ritenuto opportuno non procedere all’adozione di tale atto
Il valore degli atti dei Consiglieri Comunali
Considerato l’art. 39 dello Statuto comunale che individua i poteri dei Consiglieri Comunali;
Preso atto che quanto presentato dai Consiglieri in relazione ai poteri previsti dall’art. 39 riguarda l’attività del Comune e la vita politica, sociale, economica e culturale della comunità;
Ritenuto quindi che quanto approvato dal Consiglio in relazione a ordini del giorno, mozioni, interpellanze rappresenti in impegno per tutta l’Amministrazione;
Tutto ciò premesso si chiede
1. in riferimento all’ordine del giorno sulla sicurezza approvato in data 06/08/2009 con atto consiliare n. 86
1.1. se è stato attivato il tavolo di lavoro richiesto, con quali enti e quali atti/attività sono stati prodotti;
1.2. Se è stato inviato alla Regione Toscana e con quanti e quali mezzi ne è stata data informazione alla cittadinanza
2. in riferimento alla mozione per la diffusione e utilizzo del registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento approvata in data 24/11/2009 con atto consiliare n. 111
2.1. entro quale data verrà istituito il punto informativo capace di dare le dovute informazioni considerato che ad oggi, gli uffici competenti a fornire informazioni e cioè URP. Segreteria, Segreteria del Sindaco e Politiche Sociali, non hanno nessuna informazione su tale materia ;
2.2. entro quale data si provvederà alla distribuzione alla popolazione del glossario informativo e a promuovere le adeguate iniziative pubbliche per informare la popolazione;
2.3. se sono già stati presi contatti con i medici di base per il loro coinvolgimento nella compilazione dei DAT;
2.4. se e in quale data la mozione è stata inviata a tutti i soggetti elencati nella stessa
3. in relazione all’interrogazione presentata dal gruppo consiliare “La Sinistra per San Miniato” avente per oggetto l’albo dei professionisti e gli incarichi ed alla successiva risposta del Sindaco con la quale si affermava che si sarebbe provveduto quanto prima alla pubblicazione dell’albo
3.1. come mai ad oggi, 2 febbraio 2010, non è stato provveduto a quanto detto dal Sindaco nella sua risposta, ma al di là del fatto che non si è data adempimento a quanto affermato dal Sindaco, si chiede quali sono i motivi ostativi ad applicare quanto disposto dall’art. 203 del regolamento dei contratti che al comma 6 recita: “l’albo dei professionisti è liberamente consultabile tramite il sito web del Comune, nella sezione “profilo del Committente” e all’Albo Pretorio del Comune;
martedì 29 settembre 2009
Consiglio Comunale del 28/09/09
Nella prima parte del Consiglio sono state date le risposte ad una interrogazione del gruppo PDL sulla viabilità a La Scala e la risposta all'interrogazione del Gruppo La Sinistra per San Miniato sul Polo Scolastico di San Miniato.
La risposta è sta in parte esaustiva: il Sindaco e la Giunta hanno confermato la loro intenzione di riportare il polo scolastico a San Miniato Centro storico, cioè in via catena dove previsto anche dal regolamento urbanistico, ma non hanno detto niente di preciso sui tempi dei lavori al liceo Marconi. Ci hanno informato su quanto al Provincia spende ed ha speso per il trasferimento del liceo a San Donato e per l'allestimento delle aule e servizi connessi. Precisamente
- arredi classi e uffici € 110.000
- rete internet € 35.000
- trasporto, pulizie, impianti allarme € 26.000
- affitto impianto Fontevivo per attività motoria € 15.000 annuali
- trasporto alunni a Fontevivo € 23.450 annuali
- acquisto immobile San Donato € 7.080.000
Inoltre nella risposta ci è stato detto che "la Provincia è impegnata ad espletare le pratiche per la richiesta tecnico-economica per lo studio di fattibilità, per poter disporre la bozza di studio (su cui avviare i confronti con le amministrazioni, le scuole, i cittadini) alla fine del 2009, primissimi mesi 2010 " ma un tecnico della Provincia su nostra richiesta ci ha detto che " Nel programma triennale OOPP per gli anni 2010-2011-2012, in corso di predisposizione, è previsto per l'anno 2010 l'inserimento del finanziamento necessario per il conferimento dell'incarico professionale di progettazione.
Istituzione del Registro delle dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari – Testamento biologico
per testamento biologico si intende un documento legale che permette di indicare in anticipo i trattamenti medici che ciascuno intende ricevere o rifiutare in caso di incapacità mentale, di incoscienza o di altre cause che impediscano di comunicare direttamente ed in modo consapevole con il proprio medico. E' conosciuto anche come "Dichiarazione di volontà anticipata per i trattamenti sanitari". La persona che redige un testamento biologico nomina un fiduciario per le cure sanitarie che diviene, nel caso in cui la persona diventi incapace, il soggetto chiamato ad intervenire sulle decisioni riguardanti i trattamenti sanitari stessi;
la "Dichiarazione di volontà anticipata per i trattamenti sanitari" (con la denominazione di "Living will") è stata introdotta per legge negli Stati Uniti e in molti paesi dell'Unione Europea nel 1991, anno in cui la maggior parte dei paesi occidentali ha legiferato in materia. Dove non esiste ancora una legge specifica, vi è però una giurisprudenza costante che riconosce valore ai testamenti biologici.
Richiamati
gli articoli della Costituzione della Repubblica Italiana:
art. 2 (inviolabilità dei “diritti dell’uomo”), art. 13 (inviolabilità della “libertà personale”), art. 3, I e II com. (eguaglianza davanti alla legge di “tutti i cittadini”, “senza distinzione di condizioni personali”) e art. 32 (“diritto dell’individuo” alla tutela della salute, mentre “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”, la quale “non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana e della sua dignità”);
la Legge n. 145 del 28 marzo 2001 con la quale il Parlamento Italiano ha ratificato la Convenzione di Oviedo sui Diritti dell’Uomo e la Biomedicina [“Convenzione per la protezione dei Diritti dell’Uomo e della dignità dell’essere umano nei confronti delle applicazioni della biologia e della medicina”] del 4 aprile 1997 che recita all’art. 5: “Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato ... La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso”, e precisa all’art. 9: “I desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà, saranno tenuti in considerazione”;
la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, proclamata il 7 dicembre 2000 a Nizza, oggi allegata con valore vincolante al Trattato di Lisbona, che al Capo I, “Dignità”, stabilisce, ai primi 3 articoli, che “la dignità umana è inviolabile”, che “ogni individuo ha diritto alla vita” e “alla propria integrità fisica e psichica”, e che “nell’ambito della medicina e della biologia” “deve essere in particolare rispettato” “il consenso libero e informato della persona interessata”;
Preso atto che:
il nuovo codice di Deontologia medica adottato dalla Federazione Nazionale dei Medici chirurghi ed odontoiatri, dopo aver precisato all'art. 16 che " il medico deve astenersi dall'ostinazione in trattamenti diagnostici e terapeutici da cui non si possa attendere un beneficio per la salute del malato...", all'art 35 sancisce che " il medico non deve intraprendere attività terapeutica senza l'acquisizione del consenso esplicito ed informato del paziente... In ogni caso, in presenza di un documentato rifiuto di persona capace, il medico deve desistere da atti ...curativi, non essendo consentito alcun trattamento medico contro la volontà della persona." Inoltre all'art 38 si afferma che " il medico deve attenersi,... alla volontà liberamente espressa dalla persona di curarsi...Il medico, se il paziente non è in grado di esprimere la propria volontà deve tenere conto nelle proprie scelte di quanto precedentemente manifestato dallo stesso in modo certo e documentato."
il Comitato Nazionale di Bioetica, si è espresso in data 18 dicembre 2003, precisando che " ... appare non più rinviabile una approfondita riflessione, non solo bioetica, ma anche biogiuridica, sulle dichiarazioni anticipate... che dia piena e coerente attuazione allo spirito della Convenzione sui diritti umani e la biomedicina...". Inoltre il CNB specifica che " le direttive anticipate potranno essere scritte su un foglio firmato dall'interessato, e i medici dovranno non solo tenerne conto, ma dovranno anche giustificare per iscritto le azioni che violeranno tale volontà"
visto
il documento del 24 ottobre 2008., Rifiuto e rinuncia consapevole al trattamento sanitario nella relazione paziente-medico, con cui il Comitato Nazionale di Bioetica esprime parere favorevole al diritto del paziente “cosciente e capace di intendere e di volere, adeguatamente informato sulle terapie, in grado di manifestare in modo attuale la propria volontà” di rifiutare i “trattamenti sanitari salva-vita”.
Considerato che
la giurisprudenza di legittimità si è già espressa sul punto dell’interruzione dei trattamenti sanitari e del rilievo del testamento biologico. La sentenza della Corte di Cassazione del 16 ottobre 2007, n. 21748 afferma che “ove il malato giaccia da moltissimi anni (…) in stato vegetativo permanente, con conseguente radicale incapacità di rapportarsi al mondo esterno, e sia tenuto artificialmente in vita mediante un sondino naso gastrico che provvede alla sua nutrizione ed idratazione, su richiesta del tutore che lo rappresenta, e nel contraddittorio con il curatore speciale, il giudice può autorizzare la disattivazione di tale presidio sanitario (fatta salva l’applicazione delle misure suggerite dalla scienza e dalla pratica medica nell’interesse del paziente), unicamente in presenza dei seguenti presupposti: (a) quando la condizione di stato vegetativo sia, in base ad un rigoroso apprezzamento clinico, irreversibile e non vi sia alcun fondamento medico, secondo gli standard scientifici riconosciuti a livello internazionale, che lasci supporre la benché minima possibilità di un qualche, sia pure flebile, recupero della coscienza e di ritorno ad una percezione del mondo esterno; e (b) sempre che tale istanza sia realmente espressiva, in base ad elementi di prova chiari, univoci e convincenti, della voce del paziente medesimo, tratta dalle sue precedenti dichiarazioni ovvero dalla sua personalità, dal suo stile di vita e dai suoi convincimenti, corrispondono al suo modo di concepire, prima di cadere in stato di incoscienza l’idea stessa di dignità della persona. Ove l’uno o l’altro presupposto non sussista, il giudice deve negare l’autorizzazione, dovendo allora essere data incondizionata prevalenza al diritto alla vita, indipendentemente dal grado di salute, di autonomia e di capacità di intendere e di volere del soggetto interessato e dalla percezione, che altri possano avere, della qualità della vita stessa”;
Ritenuta
improcrastinabile l’esigenza che venga approvata al più presto una legge che regoli unitariamente la materia
Rilevato che
il Comune è preposto alla tutela dei diritti dei cittadini, tra cui quello alla libertà ed alla salute, così come espresso nella Carta Costituzionale, e pertanto rientra tra le sue competenze l’istituzione e l’attivazione di un servizio con forte rilievo sociale ed in grado di garantire pienezza dei diritti di cittadinanza a tutti i cittadini sanminiatesi;
lo Statuto del Comune di San Miniato, all’art. 3, prevede che il Comune tuteli e promuova “i diritti costituzionalmente garantiti attinenti alla libertà e alla dignità delle persone”;
i Comuni possono istituire uno o più registri per fini diversi ed ulteriori rispetto a quelli propri dell’anagrafe, organizzati secondo dati ed elementi obbligatoriamente contenuti nei pubblici registri anagrafici;
il Consiglio Comunale di San Miniato
Impegna il Sindaco e la Presidente del Consiglio a occasioni di dibattito pubblico sul tema del Testamento Biologico
Auspica che il Parlamento Italiano possa in tempi brevi approvare una legge che abbia il fine di regolare in maniera inequivocabile la possibilità di ogni cittadino di potersi esprimere con chiarezza in merito ai propri desideri in tema di Testamento Biologico
Impegna, il Sindaco e la Presidente del Consiglio, al fine di stimolare tale processo legislativo, a istituire presso il Comune apposito registro per raccogliere, autenticare e conservare le dichiarazioni dei cittadini in ordine alle proprie “Direttive Anticipate” o “Testamento Biologico” secondo il modello diffuso dalla Fondazione Veronesi nel quale, liberamente, la persona dichiara quali terapie accettare o meno in caso di incapacità e nomina un fiduciario al quale affidare l’esecuzione della propria volontà
Decide di inviare copia del presente atto ai 25 senatori impegnati nella 12° Commissione permanente “Igiene e Sanità”, al Presidente della Repubblica, ai presidenti di Senato e Camera, al Ministro Sacconi: ai quali verranno inviati anche aggiornamenti sul numero di cittadini che decideranno di registrarsi a tale scopo presso il comune.
Mozione per la prevenzione e la lotta all’omo-transfobia
Considerato
il pesante clima di omofobia esistente nel paese degenerato in numerosi episodi di violenza accaduti nel corso dell’ultimo anno in diverse città d’Italia, tra i quali:
- aggressione e pestaggio del cantautore Emilio Rez (Roma, 19 agosto);
- pestaggio e accoltellamento di una coppia gay all’uscita di un locale (Roma, 22 agosto);
- incendio davanti ad un locale che ospita una rassegna di cultura gay (Roma, 26 agosto);
- insulti e pestaggio di due ragazzi stranieri omosessuali (Napoli, 28 agosto);
- lancio di due bombe carta davanti ad un luogo di raduno gay (Roma, 1 settembre);
- aggressione a sprangate di due ragazzi (Bologna, 8 settembre);
- aggressione e pestaggio di un ragazzo all’uscita di un locale gay (Firenze, 9 settembre);
- aggressione di un socio di un circolo gay (Bologna, 12 settembre);
una cultura diffusa ancora oggi anche in Italia che spinge a considerare le persone omosessuali, transessuali e transgender come perverse o malate, rendendole spesso oggetto di scherno e discriminazione e obbligandole a nascondersi e spesso a rinunciare, per paura di essere scoperte, al diritto di denunciare maltrattamenti, percosse, furti o ricatti;
Premesso che
Il Parlamento Europeo il 18 gennaio 2006 ha approvato più risoluzioni attraverso le quali invita gli Stati membri ad agire per contrastare i diversi fenomeni in cui la omo-transfobia si manifesta (-P6_TA(2006)0018, P6_TA(2006)0273, P6_TA(2007)0167-);
La Costituzione della Repubblica Italiana (art. 3) stabilisce che:
tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani all’articolo 2, comma 1 recita: “Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.”
La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (2000/C 364/01) all’articolo 1 recita: “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata”. E all’articolo 21 ribadisce: “E’ vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali”.
La legge Regionale n.63 del 2004, che impegna la Regione Toscana a garantire “il diritto all'autodeterminazione di ogni persona in ordine al proprio orientamento sessuale e alla propria identità di genere” adottando “politiche finalizzate a consentire a ogni persona la libera espressione e manifestazione del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere, e promuove il superamento delle situazioni di discriminazione”;
Tenuto conto che:
in Italia non ci sono specifiche politiche tese a contrastare le forme di discriminazione nei confronti delle persone omosessuali, transessuali o transgender e non esistono dati statistici utili per valutare il fenomeno
I dati statistici (2009) dell’Agenzia UE per i diritti fondamentali dimostrano che l’omofobia è un fenomeno socialmente in piena diffusione nei paesi europei ed in molti casi tollerata se non sostenuta apertamente da esponenti politici ed istituzionali (esempio sindaco di Treviso Giancarlo Gentilini, che in occasione di un raduno gay nella sua città ha dichiarato di aver dato ordine alla sua comandante della Polizia municipale di fare “pulizia etnica contro i culattoni”;
Tutto ciò premesso e considerato,
Il Consiglio Comunale di San Miniato
condanna
ogni discriminazione fondata sull'orientamento sessuale ed ogni atteggiamento fisico e verbale espressione di omofobia ed istigatore di odio e violenza nei confronti delle persone omosessuali, , transessuali o transgender;
Impegna il Sindaco e la Giunta Comunale:
a promuovere, anche in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti nel settore, iniziative destinate a sensibilizzare l’opinione pubblica verso la cultura delle differenze, la prevenzione e la condanna degli atteggiamenti e dei comportamenti di natura omofobica e transfobica;
a promuovere, in collaborazione con gli organismi istituzionali di competenza, interventi nella scuola, perché istituzione deputata all’educazione dei futuri cittadini ad una cultura delle diversità e quindi luogo principale per lo sviluppo di iniziative dedicate alla lotta contro le discriminazioni.
Ad aderire alla Rete Ready (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni contro le discriminazioni);
E' il momento di dire basta!Via subito dall'Afghanistan
"IL CONSIGLIO COMUNALE
Esprime profondo dolore per la morte dei sei militari italiani e dei numerosi civili afghani caduti nell’ultimo attentato a Kabul;
PREMESSO CHE
la guerra in Afghanistan, quella iniziata il 7 ottobre 2001, ha provocato la morte di 21 soldati italiani, 1.400 soldati alleati, 6 mila soldati e poliziotti afgani, circa 25 mila guerriglieri talebani e quasi 11 mila civili afgani (di cui oltre 3 mila vittima degli attacchi talebani e almeno 7 mila uccisi dalle truppe alleate - più di 3 mila civili morirono nei soli bombardamenti aerei del 2001-2002). In totale, quindi, almeno 43 mila vite umane sono state stroncate in otto anni di guerra.
fino a tre anni fa le truppe italiane schierate in Afghanistan erano concentrate a Kabul, dove la situazione era ancora molto tranquilla, e non svolgevano azioni di combattimento. Dall'estate del 2006, con spostamento del contingente nelle regioni più 'calde' dell'ovest, sono iniziati i primi scontri con i guerriglieri talebani, ufficialmente solo 'difensivi'. Dal gennaio 2009 le truppe italiane, mutate nella loro composizione (non più alpini e bersaglieri ma solo parà della Folgore), cresciute di numero (quasi 3 mila) e dotate di mezzi più aggressivi (carri armati ed elicotteri da combattimenti), hanno ufficialmente iniziato le azioni 'offensive' penetrando in zone controllate dai talebani (Farah e Badghis). Da allora i soldati italiani sono quotidianamente impegnati in azioni di combattimento e in vere e proprie battaglie nelle quali hanno ucciso centinaia di guerriglieri.
la missione militare italiana in Afghanistan ISAF costa ai contribuenti circa 300 milioni di euro all'anno. Solo per le spese di mantenimento truppe e mezzi.
Mantenere 3 ospedali di standard occidentale, un centro di maternità, 27 cliniche e posti di pronto soccorso e un programma di assistenza sanitaria nelle carceri, costa a una Ong italiana 6 milioni di euro all'anno.
Quanti ospedali, scuole e orfanotrofi si potrebbero aprire in Afghanistan con le decine di milioni di euro spesi per pagare gli stipendi dei nostri soldati e i pieni di benzina dei nostri blindati?
dovevamo portare la democrazia e arrestare l’avanzamento dei talebani: ad oggi sono sempre più evidenti i brogli elettorali (riconosciuti sia dalla commissione afgana ma anche dagli stessi osservatori europei) che hanno portato alla vittoria elettorale Hamid Karzai e l’efficacia del nostro intervento militare è indirettamente dimostrata dagli ultimi rapporti pubblicati dall’International Council of Security and Development che dimostra come la presenza dei seguaci del mullah Omar sia passata dal 54% del paese di due anni fa all’80% di adesso;
dovevamo sdraricare la piaga dell’oppio: invece di diminuire, in questi 5 anni la produzione di oppio afgano (che arriva da noi come eroina) è vertiginosamente aumentata, polverizzando il record storico talebano del 1999 di 91.000 ettari di piantagioni in 18 province su 32, con oltre 165.000 ettari coltivati a oppio in 32 province su 32.
Un business intoccabile perché gestito dai signori della guerra alleati degli Usa (che altrimenti si rivolterebbero in armi) e dallo stesso governo Karzai (lo stesso fratello del presidente, Walid Karzai, è uno dei maggiori trafficanti d'oppio del paese)
L'art.11 della Costituzione della Repubblica Italiana recita "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali
Tutto ciò premesso
IL CONSIGLIO COMUNALE
CHIEDE che il governo italiano ritiri immediatamente le truppe italiane e compia ogni sforzo perché anche gli altri paesi Nato facciano altrettanto.
AUSPICA che anche questo eccidio non sia di nuovo usato, come è avvenuto per i precedenti, per alimentare la guerra in Afghanistan e che il nostro paese non sia invischiato ulteriormente in una guerra senza sbocco;
CHIEDE che l’ONU indica una conferenza internazionale di pace che coinvolga la comunità internazionale e tutti i soggetti politici e sociali presenti in quel paese;
SI IMPEGNA E IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA a sostenere le istituzioni, le associazioni e i movimenti che intendono contribuire, anche nel proprio territorio, alla costruzione di politiche di pace.
L'ordine del giorno è stato emendato dal gruppo consiliare del PD che con il proprio emendamento ha cambiato il paragrafo del ritiro immediato delle truppe e il titolo conseguentemente l'odg approvato, visto che il pd ha la maggioranza, è quello emendato.
